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Fermarsi a Ratisbona, semplicemente
A Ratisbona, città patrimonio mondiale dell'UNESCO, qualsiasi passatempo è delizioso: fare shopping come indugiare a bere un caffè.
Voglia tripla: shopping, giro dei bar o solo dolce far niente
Al museo civico è conservata un'iscrizione romana che rappresenta una scena divertente, quasi oscena, in un'osteria di Castra Regina. La tomba di un oste? Piuttosto l'insegnia bimillenaria di un'osteria. In ogni modo la lapide testimonia che la Ratisbona ospitante non esiste da ieri, ma che la città fu già a lungo un luogo per godersi la vita.
Invicliabile è colui che viene a Ratisbona e porta con sé molto tempo. Felice chi può semplicemente restarci. Il poeta Werner Bergengruen si sarebbe augurato questa fortuna. «Ho donato qualche giorno all'inesauribilità di questa città, volevo lasciarci un anno, un decennio, una vita», scrisse. Poi avrebbe sfogliato i giornali in un caffè, in una birreria all'aperto avrebbe goduto dell'ombra di vecchi alberi, cercato rarità nelle volte a crociera o avrebbe potuto dedicarsi ad un'occupazione particolarmente piacevole: il dolce far niente.
Tante storie, molti piaceri
Ratisbona, città dei piacere. Intellettuale - e certo anche spirituale -a bizzeffe. E passando nei vicoletti, sulle antiche piazze, sempre con il pensiero: chi è già passato di qui prima di te. Non solo imperatori e re, non solo Barbara Blomberg, figlia di un artigiano, che rincuorò il triste imperatore Carlo V, gli regalò un figlio, di nome Hans, che vinse come Don Giovanni d'Austria la battaglia di Lepanto dei 157 1, diventando cosi l'eroe dei suo secolo. La sua statua si trova in una piccola piazza vicino al municipio; l'ailoggio di suo padre, «la croce d'oro» sull'Haidpiatz, porta un'iscrizione commemorativa delle notti d'amore cosi importanti per la storia europea. Nel secolo scorso Marie Schandri cucinò meravigliosamente nella casa più ricca e nobile della città, e ha lasciato per i successori un libro per la cucina raffinata, il libro di cucina di Ratisbona.
Per la merenda però non avrebbe sfogliato a lungo, ma avrebbe detto: salsicce con crauti nell'Antica Osteria delle Salsicce o un saporito rapanello bianco con pane imburrato in una birreria all'aperto. Anche questi sono i piaceri di Ratisbona.













